Capire il rischio sul territorio: le mappe bivariate del PAI per Palermo

C’è una domanda che chi si occupa di urbanistica o protezione civile si fa spesso: dove vivono le persone più esposte al rischio idrogeologico?

Non basta sapere dove c’è rischio. Non basta sapere dove c’è gente. Serve vederli insieme, nello stesso posto, sulla stessa mappa.

È esattamente quello che fa Mappe Bivariate PAI – Palermo 2022.

Cos’è una mappa bivariata

Una mappa bivariata mostra due variabili contemporaneamente, usando una griglia di colori che combina le due dimensioni. In questo caso le variabili sono:

  • il rischio o pericolo idrogeologico (dal PAI, il Piano per l’Assetto Idrogeologico)
  • il carico insediativo, cioè la densità di popolazione per ettaro

Il risultato è una legenda a matrice 3×3: più ci si sposta verso un angolo, più alta è la combinazione di entrambi i fattori. Un colore scuro in quel quadrante significa: zona ad alto rischio e molto popolata. Il posto più critico possibile.

Cosa si può fare con questa webapp

L’applicazione non è solo una mappa statica. Offre strumenti concreti.

Cinque combinazioni bivariate sono disponibili nel menu principale:

  • Rischio Idraulico × Carico Insediativo
  • Rischio Geomorfologico × Carico Insediativo
  • Pericolo Idraulico × Carico Insediativo
  • Pericolo Geomorfologico × Carico Insediativo
  • Rischio Idraulico × Rischio Geomorfologico

A queste si affiancano cinque mappe tematiche singole, per chi vuole analizzare un solo strato alla volta.

filtri avanzati permettono di selezionare classi specifiche — per esempio solo le zone R4 (rischio molto elevato) con carico insediativo superiore a una soglia — e vedere subito dove si trovano sul territorio. Cliccando su un aggregato strutturale si ottengono le proprietà del poligono: classe di rischio, pericolo, densità abitativa.


https://palermohub.opendatasicilia.it/bivariate_pai.html


A chi serve

Questa webapp è utile in scenari molto diversi.

Un tecnico comunale può usarla per orientarsi rapidamente nelle priorità di intervento, senza dover aprire QGIS o interrogare un database. Un pianificatore può usarla per capire dove i nuovi strumenti urbanistici devono porre maggiore attenzione. Un giornalista o un cittadino curioso può navigarla senza bisogno di competenze GIS, grazie all’interfaccia semplice e alla legenda leggibile.

Per chi lavora nella Protezione Civile o nella pianificazione di emergenza, la combinazione rischio/popolazione è esattamente il tipo di dato che serve per costruire scenari e priorità operative.

Dati


Ringraziamenti

Un grazie speciale a Andrea Borruso e Totò Fiandaca per il prezioso supporto tecnico, per la loro disponibilità e per aver condiviso con generosità competenze ed esperienza.


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