Analisi morfologica interattiva del territorio del Comune di Palermo su DTM 5m ad alta risoluzione

Tra marzo e giugno 2026 è stato pubblicato su Zenodo l’HR-DTM-5m ( Digital Terrain Model): un modello digitale del terreno a 5 metri di passo, per  l’Italia intera. L’ha prodotto l’IRPI-CNR cucendo insieme rilievi LiDAR a 1–2 m, dove esistevano, con il modello TINITALY 1.1 a 10 m per coprire i buchi. L’obiettivo non è la precisione punto per punto, ma il realismo morfologico, utile per modellare alluvioni, analizzare frane, studiare i processi superficiali. 22 GB, licenza CC BY 4.0.

Scaricarlo? Facilissimo. Gestirlo su un PC un po’ stagionato? impossibile! Per questo avevo lasciato perdere.

Poi arriva lui. Il mio amico Totò Fiandaca, che con QGIS in mano fa i miracoli… (cit).  Pubblica un video dove spiega come scaricare solo la porzione di DEM che ti serve nessun bisogno di inghiottire 22 GB in un colpo solo. Un’idea semplice che sblocca tutto.

Scarico il HR-DTM-5m di Palermo, tiro fuori qgis_headless_wsl2 altra idea geniale di Totò Fiandaca  e, con Claude Code, metto in piedi una pipeline che fa quattro cose: elabora tutte le analisi dal DTM grezzo, scarica i risultati in GeoPackage, costruisce la webapp e prima di pubblicare verifica tutto in automatico. Geometrie, CRS, statistiche di controllo, confronto con PAI e ISTAT, preview visivo dei layer. Un passaggio in più, per stare tranquilli.


https://palermohub.opendatasicilia.it/palermo_dtm5m.html


Da una griglia di quote  ogni cella di 5×5 metri con la sua altitudine si ricava più di quanto sembri. Pendenze, esposizioni, forme del paesaggio, rischio di instabilità, idoneità morfologica, potenziale solare. La webapp. ha 37 layer interattivi, raggruppati per tema.

L’idrologia morfologica, bacini versanti, reticolo idrografico potenziale, indice di umidità, potenziale erosivo, viene fuori tutta dalla forma del terreno, senza un dato idrologico esterno.

Il 30,8% del territorio ricade in classi di instabilità 3–5. Boccadifalco arriva al 65% della superficie a rischio, il valore più alto del comune.

Poi c’è la parte meno ovvia: microclima ed energia. Il 92% del territorio è soleggiato al solstizio di giugno; in inverno il 18,5% resta quasi sempre in ombra. Frost hollow, potenziale fotovoltaico, Sky View Factor per stimare l’isola di calore urbana. Cose che normalmente ci vorrebbero dati climatici per calcolare, qui vengono fuori dalla sola morfologia.

Sovrapponendo il PAI, il DEM mostra che il 79% delle aree morfologicamente instabili ricade fuori dai perimetri ufficiali di rischio idrogeologico. Incrociando il DEM con i dati ISTAT 2021, 10.229 residenti abitano su versanti con pendenza superiore a 5°. Non un numero enorme, ma sufficiente a capire dove la vulnerabilità demografica e quella morfologica coincidono e dove no.



Tutti i layer disponibili

Morfometria di base (6 analisi)

  • Elevazione— la quota del terreno da 0 a 1.050 m
  • Carta Topografica 3D— la quota del terreno da 0 a 1.050 m
  • Pendenza— quanto e inclinato il terreno, in gradi
  • Esposizione— verso quale punto cardinale e orientato ogni versante
  • Rugosita (TRI)— quanto e irregolare il terreno tra celle vicine
  • Heatmap complessita— combinazione di pendenza, rugosita e irregolarita

Struttura e forma del paesaggio (6 analisi)

  • Geomorfologia— pianura, versante, cresta, impluvio, depressione
  • TPI locale (100 m)— se un punto e piu alto o piu basso del terreno circostante
  • TPI regionale (300 m)— stessa informazione su scala piu ampia: collina, pianura, crinale
  • Curvatura planare— se il flusso d’acqua tende a concentrarsi o disperdersi
  • Curvatura profilo— se il versante accelera o frena il flusso d’acqua in discesa
  • Curvatura totale— sintesi delle due curvature, indice morfologico generale

Idrologia e rischio idraulico (6 analisi)

  • TWI — Wetness Index— dove l’acqua tende ad accumularsi, aree a rischio allagamento
  • Flow Accumulation— dove scorre l’acqua piovana: il reticolo idrografico potenziale
  • Bacini idrografici— i 28 sottobacini versanti del territorio comunale
  • SPI — Stream Power Index— la forza erosiva dei corsi d’acqua in ogni punto
  • Depth-to-Water (HAND)— a quanta profondita si trova la falda freatica
  • Erosione potenziale RUSLE— il rischio di erosione del suolo (fattore LS)

Rischio e pianificazione territoriale (4 analisi)

  • Stabilita versanti— dove il terreno e a rischio frana (scala 1–5)
  • Indice di vulnerabilita— rischio combinato di pendenza, instabilita e morfologia
  • Costruibilita— idoneita morfologica del terreno alla costruzione
  • Curvatura — instabilita radicale— zone dove la forma favorisce scivolamenti o accumulo di detriti

Energia, clima e microclima (7 analisi)

  • Radiazione solare— quanto sole riceve ogni zona durante l’anno
  • Solare raffinato— stima piu precisa che considera anche esposizione e pendenza
  • Potenziale fotovoltaico— dove conviene installare pannelli solari
  • Ombreggiamento estivo— quante ore di ombra riceve ogni punto il 21 giugno
  • Ombreggiamento invernale— quante ore di ombra riceve ogni punto il 21 dicembre
  • Frost hollow— dove l’aria fredda si accumula nelle notti invernali
  • Sky View Factor— quanto cielo si vede da ogni punto: basso nelle valli, alto sulle creste

Verde urbano, mobilita e paesaggio (4 analisi)

  • Corridoi ecologici— dove il terreno permette o ostacola il movimento della fauna
  • Visibilita / Viewshed— da quanti dei 6 punti panoramici si riesce a vedere ogni zona
  • Accessibilita morfologica— velocita a piedi stimata su ogni punto (formula di Tobler)
  • Profili altimetrici— 9 sezioni trasversali del territorio con grafico della quota

Analisi incrociate con altri dataset (4 analisi)

  • DTM x PAI — Gap morfologico— aree instabili non ancora perimetrate dal Piano di Assetto Idrogeologico
  • DTM x ISTAT — Elevazione x Densita— dove vivono le persone in relazione alla quota (dati ISTAT 2021)
  • DTM x ISTAT — Pendenza x Densita— dove vivono le persone in relazione alla pendenza del terreno
  • DTM x ISPRA — Edificato su pendenze critiche— edifici su terreni ripidi secondo la mappa uso suolo ISPRA 2023

Gli edifici meritano un discorso a parte.

Dietro ogni poligono su una mappa c’è quasi sempre una storia di dati incompleti, formati incompatibili e scelte scomode. Per Palermo ne sono arrivate quattro: Overture Maps, Global Building Atlas del DLR, OpenBuildingMap tre fonti globali, tre metodologie diverse più la volumetria comunale del 2006, un rilievo che porta con sé altezze, quote di gronda e volumi, ma non sa nulla di ciò che è stato costruito dopo.

Il problema era decidere chi vince quando due poligoni si sovrappongono. La regola adottata: vince chi ha più vertici, cioè chi è geometricamente più dettagliato. Con un’eccezione: se l’edificio globale è molto più grande della somma delle volumetrie sovrapposte, vuol dire che il 2006 ne ha visto solo una parte, e allora vince la fonte globale, che si porta dietro le altezze dove ci sono.

Risultato: 111.844 poligoni. 99.067 dalla volumetria comunale, 1.521 dalla fonte globale, 11.256 edifici globali senza corrispondenza nel rilievo costruiti dopo il 2006, o semplicemente non rilevati.

Mancano ancora le altezze su molti edifici e le tipologie d’uso. Ma è quello che c’è, ed è meglio del 2006.


Dataset (Zenodo): https://doi.org/10.5281/zenodo.18921767

Citazione: Mario Panza, Marina Muto, Mauro Rossi, Massimiliano Alvioli, Giulio Iovine, & Ivan Marchesini. (2026). 5m Resolution Digital Terrain Model for Italy (1.2) [Data set]. Zenodo. https://doi.org/10.5281/zenodo.18921767
Preprint: Muto, M., Panza, M., Rossi, M., Alvioli, M., Iovine, G., Marchesini, I. (2026). High‑Resolution Digital Terrain Model for the Italian Territory. EarthArXiv. DOI: https://doi.org/10.31223/X5J18R


Ringraziamenti

Un grazie speciale a Andrea Borruso e Totò Fiandaca per il prezioso supporto tecnico, per la loro disponibilità e per aver condiviso con generosità competenze ed esperienza.


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