Palermo Digital Twin
Perché una nuova mappa, se ce già PalermoHub?
La domanda è legittima, ce la siamo fatta anche da soli, PalermoHub esiste da anni e raccoglie centinaia di mappe su Palermo e sulla Sicilia e qualcuna anche nazionale. Che bisogno c’era di costruire altro?
La risposta breve è, PalermoHub e Palermo Digital Twin non fanno lo stesso mestiere!
Uno è una biblioteca, l’altro è un tavolo di lavoro. E il tavolo di lavoro si serve dagli scaffali della biblioteca. Tutti i dati del Digital Twin provengono da PalermoHub.

https://palermodigitaltwin.opendatasicilia.it/
PalermoHub, la biblioteca delle mappe
PalermoHub è un contenitore. Ogni mappa è un lavoro a sé, con il suo tema, la sua fonte, il suo autore, il suo anno. Si entra, si cerca per categoria, territorio, fonte o tag, si sceglie una mappa e la si apre. Poi si torna alla biblioteca e se ne sceglie un’altra.
Funziona benissimo quando la domanda è: “Esiste una mappa su questo tema?”
Lo scopo è mostrare quante cose si possono raccontare con i dati aperti e rendere comprensibile ciò che altrimenti resterebbe sepolto in documenti tecnici e portali poco amichevoli.
Il limite è strutturale, ogni mappa vive da sola. Per sapere cosa succede in un punto preciso della città (che particella catastale è, che zona del PRG, se ci sono vincoli idrogeologici, quanto fa caldo d’estate) bisogna aprire più mappe, in più schede, e confrontare i risultati a mano.
Palermo Digital Twin, tutto su un punto
Palermo Digital Twin parte dalla domanda opposta “Cosa c’è qui?”
Invece di tante mappe separate c’è una sola mappa con tanti strati che si accendono e si spengono: catasto, piano regolatore, popolazione, edifici, rilievo, trasporto pubblico, isole di calore, rischio idrogeologico, monumenti, mappe storiche, uffici comunali e tanto altro. Un clic su un punto e si apre la scheda del luogo, che riunisce catasto, vincoli, sicurezza, cultura e trasporti per quell’indirizzo.
Ma c’è di più, il Digital Twin non serve solo a guardare, serve a lavorare.
I tuoi dati e i tuoi servizi, sulla mappa, al volo
Uno studente, un professionista, un tecnico possono portare sulla mappa i propri dati e usarli insieme agli strati già presenti, esattamente come si fa in QGIS, basta collegare una fonte o trascinare un file, senza installare nulla.

Servizi e fonti online
- WMS e WMTS, per le mappe pubblicate da enti e geoportali
- WFS, per interrogare e usare direttamente gli elementi vettoriali
- XYZ, per le mappe a tessere
- REST, per i servizi ArcGIS e simili
- Google Sheets, per i dati che si hanno già in un foglio di calcolo
File propri
- GeoJSON
- KML e KMZ
- GPX, per tracce e percorsi
- Shapefile (in formato .zip)
- CSV con colonne di latitudine e longitudine
In pratica, quasi tutto quello che si ha sul computer o che si scarica da un portale può finire sulla mappa. Il rilievo fatto in campagna con il GPS, l’esportazione da QGIS, l’elenco di cantieri tenuto in un foglio di calcolo, lo shapefile ricevuto da un collega. I servizi dei geoportali regionali e nazionali (cartografie, vincoli, ortofoto, catasto) si possono affiancare agli strati del Digital Twin in pochi clic, per fare confronti e valutazioni in tempi molto più rapidi, anche da telefono.
Il plugin RNDT, il lavoro di Andrea Borruso per Geolibre
Tra gli strumenti disponibili c’è il plugin RNDT, realizzato da Andrea Borruso per Geolibre. Il lavoro è fatto talmente bene che adattarlo al Digital Twin di Palermo è stato semplice, un esempio concreto di come il software aperto permetta di riusare, invece di ricominciare da capo. Il plugin carica i dati del Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali, a differenza di Geolibre qui è programmato per scaricare solo i dati di Palermo.

Street View senza cambiare finestra
Per capire com’è fatto davvero un luogo non serve più aprire Google Maps in un’altra scheda, Street View è integrato nello stesso strumento, accanto agli strati e alla scheda del luogo.

Dati scaricabili
I dati dei layer visualizzati a schermo si possono scaricare in vari formati, pronti per essere riutilizzati in QGIS o in qualsiasi altro programma. Il Digital Twin non trattiene i dati, li restituisce.

Geoimage: la mappa storica sulla Palermo di oggi
Geoimage permette di sovrapporre una mappa storica (o qualsiasi immagine: JPG, PNG, WEBP, BMP) alla cartografia moderna e di georeferenziarla, cioè di associarle coordinate geografiche reali. Si trascina il file nel pannello, l’immagine compare al centro della mappa e si posiziona con le maniglie agli angoli, in modalità scala oppure in deformazione libera, utile per le carte storiche che non sono perfettamente rettangolari. Poi si aggiungono almeno tre punti di controllo (i Ground Control Points, o GCP): un clic sull’immagine e uno sullo stesso luogo nella cartografia moderna. L’app calcola la trasformazione (affine da 3 punti, polinomiale di secondo grado da 6), allinea l’immagine e mostra l’errore medio in metri, con il residuo di ogni punto, per capire subito quali vanno corretti.

L’immagine resta sopra tutti gli strati: con l’opacità, lo Swipe e lo Spotlight si confronta la pianta antica con la città di oggi. Il risultato non resta chiuso nell’app: si esporta come GeoTIFF per QGIS, ArcGIS e GDAL (con scelta di sistema di riferimento, ricampionamento, risoluzione e compressione), come KMZ per Google Earth, come world file, come file dei GCP per il Georeferenziatore di QGIS o come progetto JSON da riaprire in seguito. Per georeferenziazioni ancora più precise, con trasformazioni polinomiali avanzate e collaborazione online, resta consigliato MapWarper.
Le differenze, in sintesi
| PalermoHub | Palermo Digital Twin | |
|---|---|---|
| Idea | Catalogo di mappe tematiche | Un’unica mappa integrata della città |
| Domanda a cui risponde | “Che mappe esistono su questo tema?” | “Cosa c’è in questo punto?” |
| Struttura | Una mappa = un’applicazione a sé | Tanti strati combinabili nella stessa vista |
| Punto di ingresso | Ricerca e filtri (categoria, fonte, autore, anno, tag) | La mappa stessa: si cerca un indirizzo e si clicca |
| Lettura dei dati | Un tema alla volta | Più temi sovrapposti, con scheda riassuntiva del luogo |
| Dati propri e servizi | Non previsti | Caricamento di file (GeoJSON, KML/KMZ, GPX, Shapefile .zip, CSV con coordinate) e collegamento a servizi WMS, WMTS, WFS, XYZ, REST e Google Sheets, come in QGIS |
| Street View | No | Integrato, senza aprire altre finestre |
| Download | Dipende dalla singola mappa | Dati dei layer visibili scaricabili in vari formati |
| Strumenti | Visualizzare e consultare | Consultare, filtrare, aggiungere dati, vista 3D, plugin RNDT, Geoimage |
| Uso da telefono | Sito responsive | Interfaccia pensata per il telefono (tab Mappa, Strati, Aggiungi, Menu) |
| Fonti | Indicate mappa per mappa | Pagina dedicata con data, collegamento all’originale e licenza per ogni fonte |
Perché non unire le due cose?
Perché servono a scopi diversi, e ciascuna funziona meglio così.
PalermoHub resta lo spazio dove sperimentare, raccontare un tema, pubblicare una mappa nuova senza doverla incastrare in un sistema più grande.
Il Digital Twin è il punto in cui i dati si incontrano, dove una mappa smette di essere un’immagine da guardare e diventa uno strumento per rispondere a domande concrete su un luogo.
Le due cose si alimentano a vicenda, ogni nuova mappa pubblicata su PalermoHub può diventare uno strato del Digital Twin, e ogni strato del Digital Twin ha alle spalle un lavoro già pubblicato e documentato.
Personalizzare i colori e il testo dell’interfaccia
Nella barra di destra il tab «Tema» (la tavolozza) apre il pannello che cambia l’aspetto di tutta l’applicazione, non solo della mappa. In alto ci sono i «Temi pronti», ciascuno con la sua miniatura: Chiaro, Scuro, Alto contrasto e molti altri. Un clic li applica subito, con l’anteprima dal vivo, e il tema scelto resta salvato in questo browser.

Sotto i temi si regolano a mano i cinque colori di base: sfondo, testo, accento, link e bordi. Se un colore si legge male sullo sfondo, un avviso indica il contrasto misurato e quello minimo consigliato. «Colori avanzati» permette di scegliere anche i colori di stato (esito positivo, errore e allarme, fondo degli avvisi), quello della particella cercata e quello dei valori nei grafici. La sezione «Testo» cambia la dimensione e il carattere, compreso Atkinson Hyperlegible, pensato per l’alta leggibilità.
«Salva su file» scrive il tema in un file sul tuo computer, che «Carica da file» rilegge anche su un altro dispositivo: non viene inviato a nessuno. «Ripristina colori standard» toglie il tema personalizzato, come fa il pulsante chiaro/scuro della barra degli strumenti.
Per chi non distingue bene alcuni colori ci sono due temi pronti: «Daltonici: rosso-verde», per chi confonde il rosso con il verde, e «Daltonici: blu-giallo», per chi confonde il blu con il giallo.
Guida all’uso
Le videoguide di Palermo Digital Twin sono state realizzate da Claude, l’assistente di intelligenza artificiale di Anthropic, con il modello Opus 5.5. Per farlo non è stato usato un programma di montaggio: Claude ha scritto una serie di script in Python che costruiscono il video fotogramma per fotogramma, partendo dalle registrazioni dello schermo e dai testi già presenti nel progetto.
La voce narrante in italiano è sintetica (Microsoft Edge TTS, voce “Elsa”) e i sottotitoli la seguono parola per parola, grazie ai tempi restituiti dalla sintesi vocale.
Immagini, titoli e grafiche sono disegnati con Pillow e NumPy. Anche la musica di sottofondo nasce direttamente dal codice e si abbassa in automatico quando parla la voce. Alla fine FFmpeg unisce e codifica tutto, con il volume normalizzato per YouTube e i social. Con lo stesso sistema sono state prodotte anche copertine, miniature e descrizioni con i capitoli.
Ho seguito il lavoro passo dopo passo, dando le indicazioni e approvando il risultato finale.
Palermo Digital Twin: guida all’app (mappa, strati, ricerca, scheda del luogo)
Palermo Digital Twin: il catalogo nazionale RNDT in mappa (plugin openrndt-geolibre)
Palermo Digital Twin: Geoimage, la mappa storica sulla Palermo di oggi
Una precisione importante
Catasto, PRG e vincoli, nel Digital Twin, sono dati informativi, senza valore legale. Servono a orientarsi e a capire, non a sostituire certificati e atti ufficiali.
I dati arrivano da fonti aperte (Comune di Palermo, AMAT, AMAP Spa, Agenzia delle Entrate, ISTAT, Regione Siciliana e OpenStreetMap) e per ciascuna sono indicati data, collegamento all’originale e licenza.
Nuovi dati, nuovi strati
Il Palermo Digital Twin è un lavoro aperto. Cresce insieme ai dati disponibili.
Se e quando saranno pubblicati nuovi open data, li aggiungeremo. Penso al Piano triennale dei lavori pubblici, al PUMS, al PUDM e al Piano della pubblicità. Penso anche al gemello digitale del verde urbano e a tanti altri progetti, OpenDataSicilia sarà sempre lieta di aggiornare il Digital Twin. Lo faremo con piacere, per il bene e la conoscenza di tutti.
Hai trovato un errore nei dati o qualcosa che non funziona? Hai un’idea per migliorare il sito? Hai un progetto da proporre? Segnalalo aprendo una issue su GitHub (basta un account gratuito). Anche chi vuole contribuire con dati, correzioni o codice è il benvenuto. Lavoriamo insieme.
Licenza
© 2026 Palermo Digital Twin / OpenDataSicilia. Rilasciato con licenza CC BY 4.0, puoi copiare, modificare e riutilizzare liberamente, citando la fonte.
Ringraziamenti
Un grazie speciale a Andrea Borruso e Totò Fiandaca per il prezioso supporto tecnico, per la loro disponibilità e per aver condiviso con generosità competenze ed esperienza. E un grazie, naturalmente, a zia Pina, la cui approvazione finale è stata fondamentale! 😄



















