Pendolarismo 2021: una mappa per vedere come si muove l’Italia per andare a lavorare
Ogni giorno milioni di persone lasciano casa per andare a lavorare in un altro comune. È un fenomeno che riguarda tutta Italia, ma che raramente riusciamo a vedere nel suo insieme. La nuova webapp Pendolarismo 2021, pubblicata su PalermoHub, prova a colmare questo vuoto: trasforma una tabella di milioni di righe in una mappa interattiva di tutto il territorio nazionale, esplorabile da chiunque, senza bisogno di competenze GIS.
Cosa è
Lo strumento nasce dalla matrice origine-destinazione diffusa dall’Istat nell’ambito del Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni 2021, un dataset che descrive per ogni comune italiano i flussi quotidiani di spostamento casa-lavoro. La copertura è nazionale: tutti gli 7.900 e passa comuni italiani, non solo quelli siciliani o dell’area di Palermo. Per ogni coppia di comuni, l’Istat stima quante persone partono dal primo per andare a lavorare nel secondo, tornando a casa la sera. È una fotografia enorme della mobilità lavorativa del Paese, aggiornata rispetto alla precedente rilevazione del 2011. Clean Cities
La webapp prende questi numeri e li rappresenta come archi che collegano i comuni sulla mappa, da Bolzano a Lampedusa. La vista d’insieme è ispirata al lavoro di Guenter Richter sulle FUA (Functional Urban Areas), qui riadattato a scala comunale e a tutto il territorio italiano.
Cosa fa
L’interfaccia è pensata per essere semplice, anche se sotto c’è parecchia logica. Ci sono cinque categorie, richiamate da una legenda cliccabile che funziona anche da filtro:
- uscita, i residenti che vanno a lavorare altrove;
- entrata, gli occupati che arrivano da altri comuni;
- flusso interno, chi lavora nello stesso comune in cui risiede;
- comune collegato, i nodi esterni all’area selezionata ma coinvolti nei flussi;
- comune selezionato, quello attivo al momento.
Cliccando su un qualsiasi comune d’Italia, la webapp ricalcola in tempo reale tutti i suoi collegamenti. Ci sono poi filtri geografici a cascata (regione, provincia, comune) per restringere l’analisi a un’area specifica, utili proprio perché il dataset di partenza è nazionale e altrimenti troppo denso da leggere tutto insieme. Si può funzionare in due modi: una vista d’insieme, quasi contemplativa, dove i flussi disegnano da soli la geografia della mobilità lavorativa italiana, oppure una vista puntuale per chi vuole rispondere a una domanda precisa su un singolo comune, ovunque esso sia.
Il progetto è disponibile qui: https://palermohub.opendatasicilia.it/pendolarismo_2021.html
Come è costruita
Qui entra in gioco il lato più tecnico. Un dataset nazionale con milioni di righe come la matrice Istat non si può caricare così com’è in un browser: bisognerebbe scaricare decine di megabyte a ogni apertura della pagina, e il rendering di centinaia di migliaia di archi diventerebbe lentissimo. La soluzione, coerente con il resto dei progetti PalermoHub, passa da una fase di preparazione dati fuori dal browser: i dati grezzi vengono puliti e aggregati con strumenti come QGIS e DuckDB, poi convertiti in tile vettoriali leggeri (PMTiles), che il browser scarica solo per la porzione di mappa effettivamente visibile in quel momento.
La visualizzazione vera e propria si appoggia a MapLibre GL JS, la libreria open source (fork di Mapbox GL JS) che disegna mappe vettoriali interattive via WebGL, con prestazioni molto più alte rispetto a una mappa fatta di immagini statiche. Il filtro sulla legenda, il click sui comuni, il ricalcolo dei collegamenti: sono tutte operazioni gestite lato client, senza bisogno di un server che risponda a ogni interazione. Il sito, come tutti i progetti PalermoHub, è ospitato gratuitamente su GitHub Pages, con aggiornamenti versionati tramite Git.
Il risultato è uno strumento leggero, gratuito, senza pubblicità né raccolta dati, che rende accessibile a scala nazionale un dataset istituzionale altrimenti destinato a restare chiuso in un file tecnico sul sito Istat.
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